Assistente sociale:stereotipi e pregiudizi

Questo video nasce da uno scambio realmente accaduto; ho deciso quindi di analizzare una ad una le cose che mi sono state dette, in maniera sintetica, poiché credo sia importante ed utile per il senso comune, ed anche per la comunità professionale.
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1. Gli assistente sociali tolgono i bambini alle famiglie.

Gli assistenti sociali non sfondano porte con carabinieri al seguito e se questo accade si parla di un abuso da denunciare.
Ma allora quando può intervenire un assistente sociale? In seguito ad una richiesta della persona o dell’autorità giudiziaria.
Quindi no, nessun professionista vi verrà a bussare alla porta con aria minacciosa ed con l’intento di sottrarvi i vostri figli.
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2.Gli assistenti sociali si occupano solo di persone con disabilità e anziani.

Io direi che gli assistenti sociali si occupano “anche” di persone con disabilità e anziani, strutturando ad esempio progetti mirati.
Ma non solo un assistente sociale lavora con famiglia, minori, giovani, adulti!
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3.La libera professione è impossibile, chi ti chiama?
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In realtà in termini semplici un assistente sociale libero professionista può operare in molteplici aree di intervento ( Decreto Ministeriale 2 agosto 2013 n. 160)
1. Area relazionale
2. Area gruppi e comunità
3. Area didattico-formativa
4.Area studio-ricerca
5.Area progettuale, programmatoria e di amministrazione dei servizi.
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Per concludere possiamo affermare che “L’assistente sociale opera con autonomia tecnico-professionale e di giudizio in tutte le fasi dell’intervento per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio e può svolgere attività didattico-formative” ( legge n.84 del 1993)

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