Come lavora un Busness coach?

Il Business Coach affianca diverse figure professionali nel raggiungimento di obiettivi per loro sfidanti:

-sia obiettivi di risultato (concludere un progetto in certi tempi ad esempio)

-sia obiettivi di apprendimento di comportamenti e competenze manageriali che agevolano il raggiungimento degli obiettivi.

Quindi, alla fine di un percorso di Coaching, le persone hanno un doppio beneficio: oltre a quello evidente di una migliore performance c’è anche quello meno tangibile ma di enorme valore, relativo alla crescita del proprio potenziale.
Le figure professionali coinvolte possono essere liberi professionisti, imprenditori, manager ma anche team. In questo caso parliamo di Team Coaching, gruppi per il Group Coaching e organizzazioni per l’Organisational Coaching.

Per quanto riguarda le macro-attività principali del Business Coaching individuiamo:

  • una prima fase che consiste nella preparazione del percorso – detta anche “contracting”-  in cui si definiscono gli obiettivi e le linee guida che caratterizzeranno il percorso di Coaching. Se il percorso viene sponsorizzato da un’organizzazione, in questa fase partecipano anche alcuni stakeholder (il capo, un responsabile delle risorse umane, ad es.) coinvolti nello sviluppo della figura – quello che chiamiamo Coachee – o del Team che affronterà il percorso.
  • segue una fase di sviluppo, in cui avvengono le conversazioni di Coaching orientate allo sviluppo delle risorse e competenze. La capacità del Coach è quella di farle emergere e agevolarne lo sviluppo in maniera maieutica all’interno di una relazione orientata alla riflessione, alla sperimentazione e allo sviluppo di comportamenti nuovi per il Coachee. 
  • infine c’è una fase in cui si consolidano questi comportamenti e questi apprendimenti: i comportamenti messi in pratica inizialmente in maniera sperimentale, vengono affinati e, piano piano, si trasformano in comportamenti abituali. Da quel momento il Coachee o il Team hanno ampliato il proprio potenziale: in futuro potranno mettere in campo gli schemi comportamentali che hanno sempre utilizzato oppure quelli appresi, a seconda delle situazioni. 

Il cuore pulsanti di un azienda: i suoi dipendenti.

Il cuore pulsante di un’azienda sono i suoi dipendenti, grazie al lavoro dei quali si possono raggiungere una serie di piccoli o grandi successi. Ma se i dipendenti non sono valorizzati nel modo giusto dal proprio superiore, questi di contro non renderanno, in termini qualitativi, un lavoro efficiente.

Immaginiamo per un momento di lavorare in un ambiente in cui non siamo stimolati a fare del nostro meglio, in cui non siamo apprezzati come si deve per i risultati che apportiamo e in cui non vediamo alcuna possibilità di crescita non soltanto lavorativa ma anche personale. In un contesto lavorativo come quello appena descritto, chiunque tenterebbe di fuggire a gambe levate alla prima occasione buona.

Non sentirsi apprezzati per il lavoro svolto quotidianamente può risultare estremamente frustrante ed avere delle ripercussioni psicologiche serie, soprattutto sulle persone più fragili.

Inoltre, una realtà lavorativa poco entusiasmante o, peggio ancora, in cui le risorse sono sottostimate, sia sotto il profilo umano che sotto il profilo professionale, risulterà senza dubbi, nel breve o lungo corso, un danno alla stessa azienda che inevitabilmente perderà i suoi dipendenti.

Per scongiurare tutto ciò, esistono delle tecniche di employee retention, cioè degli accorgimenti, anche abbastanza intuitivi in alcuni casi, per creare uno spazio di lavoro stimolante e per esaltare nella misura giusta i dipendenti e il loro impegno quotidiano. Vediamo assieme queste semplici strategie di valorizzazione.

Come migliorare i risultati aziendali?

Il ciclo di Deming si articola in 4 fasi distinte che si ripetono, in maniera ciclica, fino al raggiungimento del miglioramento della produttività, obiettivo ultimo del ciclo. Le 4 fasi sono

  1. PLAN fase della Pianificazione: senza un’attenta pianificazione non si può procedere all’azione. Per cui la prima fase del ciclo di Deming prevede l’esecuzione di un piano: monitoraggio dei sistemi, individuazione dei problemi e stesura di un piano di intervento per la risoluzione delle criticità;
  2. DO fase dell’Esecuzione: dal piano in forma teorica alla sua applicazione pratica! In questa fase si passa all’esecuzione del piano per il miglioramento continuo elaborato nel corso della prima fase. Nello stesso tempo, si raccolgono i dati elaborati nel corso dell’esecuzione del piano necessari alla fase successiva;
  3. CHECK fase del Controllo: dopo l’esecuzione si passa al controllo dei dati raccolti. Nella terza fase o fase del controllo (check) l’organico deputato al miglioramento continuo dei sistemi di produzione è chiamato ad analizzare accuratamente i dati statistici ricavati nel corso della messa in atto del piano di miglioramento. Sempre in questa fase, si valutano tutte le eventuali correzioni da apportare al piano per integrarlo;
  4. ACT fase dell’Azione: quest’ultima fase prevede l’applicazione del piano, integrato con le eventuali modifiche, al fine di garantire una sempre crescente qualità del processo produttivo aziendale. Al termine del ciclo di Deming, se la produzione raggiunge i miglioramenti prescritti non è detto che il ciclo non possa essere nuovamente applicato alla produzione così da mantenere costante nel tempo la qualità e il miglioramento.

Un’azienda non è composta solo da un leader, ma da tutti i dipendenti ed i manager coinvolto contribuiscono alla crescita della produzione aziendale.

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