ll modello dei livelli logici di Dills permette di accelerare i processi di cambiamento attraverso l’analisi dei 6 livelli rappresentativi dei nostri schemi mentali.

Il concetto dei livelli logici fu introdotto originariamente dall’antropologo inglese Gregory Bateson, che lo aveva sviluppato focalizzandosi sulle dinamiche dell’apprendimento. Robert Dilts, studente di Bateson, ne effettuò una rielaborazione in ottica PNL secondo la quale lo schema che caratterizza ogni processo mentale attraversa sei livelli, che partono dall’ambiente e arrivano fino alla spiritualità e alla missione di vita dell’essere umano.

Poiché questi livelli sono dipendenti fra loro, apportare una modifica a un determinato livello significa automaticamente modificare tutti gli altri livelli, e in particolar modo i livelli sottostanti.

I primi tre livelli sono relativi a fattori esterni e facilmente misurabili:

1. Ambiente (Dove? Quando?)

“Le fondamenta di tutto quello che abbiamo e che siamo stanno nell’ambiente fisico.”
(Robert Dilts)

Il livello ambiente rappresenta il contesto fisico e sociale. Risponde alla domanda: “Dove? Quando?”.

Il fattore ambientale influenza direttamente i nostri comportamenti e può essere percepito come un elemento ricco di stimoli e opportunità, oppure come un insieme di vincoli che limitano la qualità dei nostri comportamenti.

2. Comportamento (Cosa?)

“Due persone possono trovarsi nello stesso ambiente, uno ha successo, l’altro no, sulla base dei loro comportamenti.”
(Robert Dilts)

Il livello comportamento identifica i comportamenti adottati all’interno del livello ambiente. Risponde alla domanda: “Cosa?”.

La qualità dei comportamenti intrapresi all’interno degli ambienti che frequentiamo, determina i risultati che otteniamo e permette di sviluppare nuove capacità.

3. Capacità (Come?)

Il livello capacità è l’insieme delle abilità che pensiamo di avere. Risponde alla domanda: “Come?”.

La percezione delle nostre capacità non corrisponde necessariamente alla realtà, ma è figlia delle credenze che abbiamo su di noi. Ogni volta che incrementiamo la qualità delle nostre abilità, generiamo nuove convinzioni che migliorano il livello di fiducia in ciò che siamo ed in ciò che facciamo.

4. Convinzioni e valori (Perché?)

“È risaputo che se qualcuno crede veramente di poter fare qualcosa la farà, e se crede che qualcosa sia impossibile nessuno sforzo la convincerà che la si possa realizzare.”
(Robert Dilts)

Il livello convinzioni e valori rappresenta la bussola in grado di orientare la nostra vita, e determina il perché facciamo quello che facciamo. Risponde alla domanda: “Perché?”.

Tutti i nostri comportamenti sono condizionati dall’idea che abbiamo su ciò che pensiamo di potere e di non poter fare, e su ciò che riteniamo giusto o ingiusto. Quello in cui crediamo determina direttamente l’efficacia dei nostri comportamenti e modella la nostra identità.

5. Identità (Chi?)

Il livello identità rappresenta il modo in cui ti percepisci, le convinzioni che hai riguardo te stesso. Risponde alla domanda: “Chi?”.

L’immagine di sé influenza direttamente tutti i livelli sottostanti e determina il tuo livello di integrità, ovvero la coerenza fra come ti vedi, i tuoi valori e i tuoi comportamenti.

6. Spirito Scopo (Per chi? Per cosa?)

Il livello spirito scopo è un livello trascendentale che mette al primo posto la propria missione di vita, il contributo e l’appartenenza alla collettività. Risponde alla domanda: “Per chi? Per cosa?”.

Allineamento dei livelli sugli obiettivi

L’allineamento dei livelli sugli obiettivi permette di generare grande chiarezza sullo stato attuale, sullo stato desiderato e sulla definizione dei traguardi e delle azioni che caratterizzeranno il raggiungimento di un obiettivo.

Per sperimentarlo, definisci un obiettivo che vorresti raggiungere e rispondi a queste domande:

  1. Dove?
  2. Come?
  3. Quando?
  4. Chi?
  5. Per chi? Per cosa?

Uno dei maggiori esponenti della PNL ha teorizzato due fasi di allineamento dei livelli sugli obiettivi:

1. Fase discendente. 

Si parte dal livello ambiente fino ad arrivare al livello spirito/scopo con domande che coinvolgono principalmente la neo-corteccia, la parte del cervello che gestisce logica e razionalità;

2. Fase ascendente.

 Richiede di effettuare il percorso inverso con domande orientate a stimolare la componente più creativa del cervello che gestisce le emozioni e buona parte del processo decisionale.

Quando una persona sperimenta una fase di difficoltà, bisogna chiedersi prima di tutto questo: la difficoltà proviene dalla situazione esterna, oppure è la persona che non mette in atto il tipo specifico di comportamento richiesto dal contesto?”
(Robert Dilts)

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